#tellusyourstory – Storia n. 5

Bianco mano caucasica incatenato con catene di ferro e bloccata insieme a Neri Razza femminile intorno ai polsi di stare insieme, il rispetto e la comprensione multirazziale concetto Archivio Fotografico - 36817909

La quinta storia di #tellusyourstory viene da una ragazza che racconta l’esperienza vissuta da lei e suo marito, i quali hanno scelto di rimanere anonimi per via del fatto che si tratta di una storia che ancora oggi stanno vivendo e che potrebbe avere conseguenze o danneggiarli tuttora. Stiamo parlando dell’ennesima storia di razzismo e chiusura che si vive nella nostra società italiana, che fatica a favorire l’integrazione e di cui le vittime vivono quotidianamente le ripercussioni di tale mancanza.

Si ambienta, come menzionato nella storia, nella città di Brescia, una realtà piccola ma complessa, in cui sebbene siano osservabili nel tempo i cambiamenti e l’aumento di una realtà multiculturale, purtroppo mancano iniziative e politiche efficaci che promuovano l’inclusione sociale.

Un ringraziamento speciale va a questa coppia multiculturale coraggiosa che ha deciso di esporsi e condividere con noi e con chi ci segue una situazione che necessita di uno sforzo collettivo per cambiare le cose e la mentalità. Segue la storia.

Vorrei aderire a #tellusyourstory di Peace Words per raccontare la mia esperienza. Sono sposata con senegalese che gioca a calcio. Ha giocato in seconda categoria, prima categoria, promozione, eccellenza e ha avuto delle esperienze con il Brescia Calcio.

Vorrei parlare della situazione che esiste negli stadi e più le squadre sono piccole, più c’è questa discriminazione diciamo. Io non riesco più ad andare a vedere mio marito giocare, perché puntualmente in tutte le partite i genitori dei giocatori e le tifoserie della squadra avversaria urlano frasi a sfondo razziale del tipo negro di m**** , scimmia, vai a mangiare le banane e chi più ne ha più ne metta…ripeto tutta la tifoseria avversaria e parliamo di uomini e donne dai 40 anni in su, padri e madri dei giocatori avversari, che nel momento in cui lui para un gol o fa un rinvio fanno piovere su di lui insulti di questo genere.

Io sinceramente non sono mai riuscita a sopportare questo genere di cose e non sono mai più riuscita dopo l’ultimo evento che racconterò di seguito ad andare a vedere una partita proprio a causa di questa gente che, senza pensarci, nella foga, nel tifare mettono da parte qualsiasi dignità umana e si trasformano in personaggi di questo genere, non pensando che anche lui e anche gli africani o gli afro discendenti, i neri o quel che siano hanno una famiglia, dei genitori, dei figli e una moglie…

Un episodio in particolare vorrei raccontare come stavo raccontando: ad una partita mio marito invece di fare un rinvio corto, come gli aveva suggerito il mister dalla panchina, ha effettuato un rinvio lungo (adesso, io non me ne intendo, volevo far capire la banalità della cosa) e subito, un membro dello staff della sua squadra dalla tribuna gli ha urlato negro di m****. La cosa che ha fatto veramente male a mio marito è che si trattava di un membro della sua squadra che ha detto questa frase davanti a tutto lo stadio. Finita la partita mio marito arrabbiatissimo è andato negli spogliatoi e invece di dare un pugno in faccia a questa persona ha dato un pugno alla porta spaccandola. Dopodiché questa persona rendendosi conto della collera di mio marito, si è avvicinata e con un tono aggressivo, come a dire “vuoi picchiarmi?”, l’ha guardato con la chiara intenzione di mettergli mani addosso. Per fortuna mio marito si è trattenuto, però questo signore, se di signore si può parlare, ha cercato la rissa. La conclusione di questa triste vicenda che abbiamo dovuto subire è che il membro dello staff che ha aggredito verbalmente e con un comportamento minaccioso mio marito è stato allontanato, ma penso per atto dovuto, per non far fare una figuraccia alla squadra, mentre mio marito è stato costretto a pagare una multa di 100 euro perché aveva spaccato la porta. Questi episodi purtroppo si ripetono ad ogni partita e non solo contro di lui, ma anche contro altri stranieri o considerati tali, che giocano sempre più numerosi nelle squadre italiane, dalle più piccole alle più grandi e ripeto, più la categoria è bassa, maggiori sono questi episodi. Mio marito ha deciso di rimanere anonimo e io rispetto la sua decisione, rimanendo anonima anche io, perché gioca ancora e la situazione non cambia né da segni di un possibile cambiamento in futuro.

Un pensiero su “#tellusyourstory – Storia n. 5

  1. Vorrei conoscere te e tuo marito, siamo pieni di idioti non di razzisti , io frequento la
    Curva nord del Brescia e mi piacerebbe andare a una partita con voi , molti dei miei amici che vengono in curva sono sposati o convivono formando famiglie multiculturali , poi è vero e non lo nego accanto ci sono gli idioti ma credetemi quelli sono idioti indipendentemente dal colore della pelle . A presto spero.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...