Dopo le Storytelling Talks: cosa abbiamo raccolto?

Red Sushi Logo Storytelling Talks è una serie di conversazioni che già da inizio anno erano nell’aria, ma la quarantena dovuta alla situazione che ha creato il COVID 19, ha accelerato i tempi e ne ha influenzato le modalità. Tante attività si sono spostate online e molti di noi hanno riscoperto le piattaforme digitali per partecipare ad attività che richiedevano il confronto, tra le altre cose. L’idea alla base di questa iniziativa è nata per promuovere lo Storytelling Terapeutico e aprire le porte alla pubblicazione di quest’autunno legata a questo tema, attraverso la quale favorire l’inserimento di questa pratica a livello di formazione per chi lavori a contatto con le persone nell’ambito del sociale. Ho organizzato un incontro introduttivo e nove conversazioni successive con cadenza settimanale nelle quali ogni volta una persona diversa, con un background personale e professionale diverso e non solo nel contesto italiano, ha condiviso la sua esperienza con lo Storytelling Terapeutico. Ho inizialmente spiegato cosa io intendessi con questo termine e come debba necessariamente essere considerato come una forma di comunicazione autentica, in grado di mettere in contatto le persone che la praticano, spogliandole dei veli che rappresentano le etichette, i ruoli ed i pregiudizi, per poter vedere, accogliere e donare l’essenza che ci contraddistingue come esseri umani.

La prima conversazione ha coinvolto Eymard Puerto, che lavora nell’ambito della formazione alla cittadinanza attiva e costruzione di una cultura di pace in Colombia, precisamente nel Catatumbo, un’area al confine con il Venezuela, una zona fortemente colpita durante il conflitto, ma anche dopo il difficile Accordo di Pace. WhatsApp Image 2020-05-07 at 17.52.48Puerto ha saputo trasmettere l’essenza del suo vissuto: il suo prezioso supporto ai docenti della zona in questione nel lavoro con i giovani. La narrazione terapeutica in questo caso si è rivelata uno strumento fondamentale che ha permesso di far emergere l’odio ereditato da un lungo conflitto che purtroppo contagia ancora sia gli adulti, che i giovani. (Link per seguire la conversazione: urly.it/378-a)

WhatsApp Image 2020-05-16 at 18.57.03 Poi ho avuto l’onore di fare una chiacchierata con MariTé K, cantante, storyteller e insegnante, che attraverso l’arte ha saputo creare uno spazio di guarigione collettivo. MariTé K ha condiviso alcune esperienze preziose di trasformazione attraverso la musica, ma anche l’emozione e il coinvolgimento che richiedono un ruolo così socialmente utile. (Link per seguire la conversazione: urly.it/378_s)

Fortuna Ekutsu Mambulu, fondatore dell’African Summer School, ha condiviso durante la diretta la sua esperienza, di come la comunicazione interculturale sia strettamente legata ad una retorica nazionale che passa dai media alla politica.   Foto Fortuna 2018 Allo stesso tempo una comunicazione che ambisce a trasformare, deve necessariamente considerare l’educazione come cammino privilegiato per creare un pensiero inclusivo e rispettoso. L’autenticità che caratterizza lo Storytelling Terapeutico, insieme alla pluralità che oggi identifica la nostra società consentono di poter svolgere un lavoro trasformativo sulla collettività e accogliendo la molteplicità che ci contraddistingue in quanto esseri umani. (Link per seguire la conversazione: urly.it/378_r)

84166706_247831706510326_6983562981585977344_n Con Ivo Passler ho sentito di dare seguito al discorso iniziato con Ekutsu Mambulu, ma da una prospettiva diversa, trattando il tema della bianchezza nella nostra società. Passler è un pedagogista sociale ed attivista. La sua preziosa testimonianza è stata utile per capire come, chi si trova in una posizione come la sua, possa agire positivamente per il cambiamento sociale. (Link per seguire la conversazione: urly.it/378_k)

Beatrice Ngalula Kabutakapua è una Storytelling Coach al servizio degli enti che lavorano nel sociale aiutandoli a crescere oltre che a promuovere il cambiamento. Anche in questo caso il coinvolgimento, in quanto Storyteller è profondo, perché chiaramente per poter aiutare coloro ai quali offre i suoi servizi, deve ogni volta essere disposta ad aprirsi e mettersi in gioco. IMG_3979La comunicazione autentica che caratterizza la narrazione terapeutica impone la decostruzione delle barriere che dividono e indeboliscono l’interazione, ecco perché anche in un settore come questo, il marketing, è necessario un viaggio che conduca ad una comunicazione vera ed emozionante. (Link per seguire la conversazione: urly.it/378_m)

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4629dfe3-c58b-4cdb-adbd-f7f00834d978Alejandra Ramírez Rivera e Socorro Corrales sono rispettivamente la Responsabile della Comunicazione e la Co-Fondatrice della Coporazione di Donne Comunitar che ha sede nel sud/ovest della Colombia, a Popayan, il capoluogo della regione Cauca. La conversazione è avvenuta in lingua spagnola e, attraverso l’incredibile esperienza di vita delle due ospiti, si è centrata sul ruolo della donna come fondamento del tessuto della società, pilastro per la costruzione della pace e portavoce delle realtà maggiormente in difficoltà sotto diversi punti di vista. Tutto questo da una prospettiva femminista e attenta alla biodiversità. (Link per seguire la conversazione: urly.it/378_p)

Hortencia Hidalgo Cáceres, è originaria del popolo Aymara come sottolinea lei, che35c4dc50-9c6c-45c0-b1f5-7b972065e1b8 risiede nel nord del Cile. È la portavoce suo popolo e membro della Rete di Donne Indigene dell’America Latina e dei Caraibi per la Biodiversità. Il suo apporto ha permesso di aprire una finestra su una cultura che privilegia la narrazione terapeutica, non solo nell’interazione e lo scambio con altri esseri umani, ma in una concezione che vede la vita in un quadro più inclusivo dell’ambiente e tutto l’ecosistema. Da questa prospettiva nasce la medicina tradizionale ancestrale ed il legame con la spiritualità andina.(Link per seguire la conversazione: urly.it/378_n)

IMG_5183Veronique Viriglio è una giornalista affermata, collabora con diverse testate tra cui l’Agenzia di stampa AGI, Avanguardie Migranti, All Women Magazine ed Eurocomunicazione. La sua testimonianza è stata veramente utile per poter comprendere come sia possibile invertire una narrazione tossica attraverso l’attenzione al discorso è il linguaggio. Oltre ad un excursus in quello che è l’etica nell’ambito giornalistico, Viriglio ha condiviso alcuni aneddoti che hanno meglio illustrato come concretamente sia possibile svolgere questa professione con la consapevolezza dell’influenza che si ha sulla società e quindi promuovere una narrazione più coscienziosa. (Link per seguire la conversazione: urly.it/378_j)

Lewis Kalombo è un giovane originario della Repubblica Democratica del Congo, emigrato in giovanissima età in Sudafrica dove risiede stabilmente da quel momento. 7e1c80a0-fd75-411c-a81d-72a8215a17a3Il suo bisogno di partecipare a dei dialoghi di coesione sociale promossi dal progetto Mamelani, al quale lui stesso in seguito ha aderito diventando facilitatore, si è trasformato in un obiettivo di vita. Ha raccontato momenti toccanti che il suo ruolo nell’associazione, sin dall’inizio gli ha permesso di toccare con mano come lo storytelling terapeutico sia fondamentale in un contesto così complesso, specialmente nella lotta alla xenofobia dilagante. (Link per seguire la conversazione: urly.it/378_f)

Ognuna di queste esperienze mi ha permesso di realizzare come lo Storytelling Terapeutico sia uno strumento che consapevolmente o inconsapevolmente possiamo usare nella nostra quotidianità per trasformare la società. L’attenzione al linguaggio, l’apertura alle storie che ci vengono donate e che possiamo imparare ad accogliere non richiedono nessuna preparazione, solo la riscoperta della nostra umanità, di cui tutti siamo dotati in ugual misura. Non esistono caratteristiche predefinite per entrare in contatto con chi ci circonda in modo autentico, solo la volontà di farlo. Spero e credo che queste conversazioni possano essere l’inizio di un percorso più ampio che possa ritornare nella concretezza degli incontri diretti e aprirsi all’ambito della formazione. Re-imparare a comunicare in modo autentico è possibile e attraverso la condivisione di queste storie credo si sia aperta una porta verso un nuovo cammino che possiamo percorrere tutti insieme.

 

 

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